venerdì 19 gennaio 2018

"Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia"

Oltre 100 opere tra pittura, disegno, grafica: l’apice del Rinascimento tedesco finalmente al Palazzo Reale di Milano Milano. Con la firma di Albrecht Dürer (1471-1528). Arriva a Palazzo Reale dal 21 febbraio al 24 giugno 2018 in una magnifica e rappresentativa selezione di opere di Dürer e dei suoi contemporanei tedeschi e (nord)italiani la mostra “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”.
Il cuore della mostra rivelerà le qualità intrinseche delle sue opere nelle varie categorie da lui praticate, pittura, disegno e grafica, evidenziandone il carattere innovativo. La mostra intende proporre – per la prima volta – al pubblico milanese, ma anche a quello italiano ed internazionale, la grande figura di Albrecht Dürer, artista universale di Norimberga. La carriera di Albrecht Dürer segna un momento di grande effervescenza in termini socio-economici, artistici, culturali ed intellettuali nella Germania meridionale, ma anche un momento di massima apertura verso l’Europa, sia in Italia (Nord) sia nei Paesi Bassi. Un periodo, questo, di rapporti reciproci sul piano visivo, intellettuale e culturale che coinvolge anche altri grandi protagonisti della mostra, come gli artisti tedeschi suoi contemporanei: Lucas Cranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung da un lato, e dall’altro di grandi pittori, disegnatori e artisti grafici italiani della Val Padana fra Milano e Venezia, come Giorgione, Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci e Lorenzo Lotto.
Il dibattito religioso e spirituale come substrato culturale delle opere di Dürer, il suo rapporto con la committenza attraverso l’analisi della ritrattistica, dei soggetti mitologici, delle pale d’altare, la sua visione della natura e dell’arte tra Classicismo e Anticlassicismo, la sua figura di uomo e le sue ambizioni d’artista. Il tutto raccontato in una mostra che per la prima volta porterà a Milano a Palazzo Reale capolavori del maestro tedesco e del suo tempo.
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martedì 16 gennaio 2018

Prorogata la mostra "Ambrogio Lorenzetti" a Siena

Inserita ai vertici delle mostre più interessanti dell’anno in Europa dagli esperti del settore, l’esposizione “Ambrogio Lorenzetti” al Santa Maria della Scala non è mancata ad attirare l’attenzione sia di pubblico che di critica. Aperta al pubblico lo scorso 22 ottobre e con la chiusura prevista per il 21 gennaio, la mostra si è rivelata un vero successo, attirando in tre mesi con grande plauso della stampa ben oltre 35mila spettatori. Dopo una così grande richiesta prorogarne l’apertura era la risposta migliore: la chiusura viene quindi posticipata a domenica 8 aprile 2018.
“Non è stato per niente semplice, ma ce l’abbiamo fatta: la mostra continuerà, dopo il grande successo di pubblico e critica, suggellando la crescita del Santa Maria della Scala e delle politiche culturali e turistiche di Siena. Ambrogio ci accompagnerà fino alla primavera, per i senesi che non l’hanno ancora visitata o vogliono tornarci, per gli storici dell’arte ed i critici, e per i tanti turisti che avranno un motivo in più per scegliere Siena, scoprendo un capitolo fondamentale dell’arte medievale mondiale. Siamo felici di poter dare l’annuncio ufficiale.” commenta il Sindaco Bruno Valentini, uno dei maggiori fautori di questa decisione.
Grande soddisfazione anche nelle parole del direttore del Santa Maria Daniele Pittèri: ” In un periodo in cui progressivamente, e fortunatamente, si sta abbandonando la logica delle grandi mostre blockbuster per abbracciare quella della riscoperta e della riflessione monografica sui grandi artisti del passato, un’esposizione dedicata a Lorenzetti assume un valore che va oltre l’impatto dell’evento.”
La riuscita della mostra è il culmine di un lungo lavoro che parte dall’iniziativa del 2015 “Dentro il restauro” volta a recuperare la bellezza dei molti affreschi dell’artista senese ed ha portato oggi a reintegrare nell’esposizione pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti con prestiti mirati dal Musée du Louvre, dalla National Gallery di Londra, dalle Gallerie degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte e dalla Yale University Art Gallery. Il risultato finale è ancora più notevole se si prende in considerazione che su Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica e che un’iniziativa del genere è possibile soltanto a Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore.
L’esposizione è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, curatori anche del corposo volume che accompagna la mostra, mentre l’allestimento è progettato dallo studio Guicciardini & Magni Architetti. Il percorso espositivo è arricchito inoltre dalla presenza di un’audioguida in più lingue e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo.

sabato 23 dicembre 2017

Capolavori Sibillini al Museo Diocesano di Milano

I Musei della Rete Museale dei Sibillini presentano al pubblico milanese “Capolavori Sibillini, Le Marche e i Luoghi della Bellezza”, a cura di Daniela Tisi e Vittorio Sgarbi.
Una prestigiosa selezione di  opere, provenienti dai luoghi marchigiani colpiti dal terremoto del 2016, sarà esposta al Museo Diocesano di Milano, dal 21 dicembre 2017 al 30 giugno 2018.
In mostra capolavori di grandi maestri come Perugino, Fortunato Duranti, Spadino, Cristoforo Munari, Cristoforo Unterperger, Corrado Giaquinto, Simone De Magistris, Ignazio Stern, Nicola di Ulisse da Siena, Salvatore Monosilio, Vincenzo Pagani: ricchezze culturali di un territorio dove l’arte e la bellezza devono essere preservati.
Il naturale legame esistente in Italia tra museo e territorio è testimoniato in modo esemplare dalla Rete Museale dei Sibillini, che nasce per promuovere in modo unitario il patrimonio artistico e culturale dei dieci comuni aderenti tra le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Una rete capillare di musei accompagna il visitatore alla scoperta del paesaggio culturale dei Sibillini, ricco di preziose testimonianze archeologiche, straordinari capolavori artistici e di saperi, usi e costumi delle comunità che li hanno determinati, in un dialogo continuo tra uomo e natura che plasma e modella da secoli la regione Marche.
Dopo gli eventi sismici del 2016, la rete museale, assolvendo il compito di presidio di tutela attiva del territorio, si è impegnata nell’emergenza, assicurando una rapida messa in sicurezza delle collezioni conservate all’interno dei musei danneggiati.
Si è potuto così definire un percorso espositivo che vuole portare all’attenzione del grande pubblico i tesori artistici delle Marche, gelosamente custoditi nei nostri borghi.
Ciascuna opera riflette la creatività locale, si collega ai luoghi e alle storie dei centri di provenienza, interpretando il territorio nel quale essa vive e a cui appartiene.
Il percorso espositivo si articola in cinque sezioni che rappresentano alcuni territori della Rete Museale dei Sibillini e vuole trasmettere il sentimento di attaccamento delle comunità verso un patrimonio sentito, ora più che mai, come un elemento centrale della propria identità e del proprio futuro.
I capolavori sibillini sono il trait d’union tra musei e territorio, vero protagonista dell’esposizione con la sua fragile bellezza densa di tradizioni, arte e natura, che lo rende tra i più affascinanti d’Italia.
Nei Monti Sibillini verità e leggenda si confondono, rimandando a un tutto primordiale dal sapore magico, dando corpo ad un’immagine suggestiva di questa straordinaria terra.