sabato 1 ottobre 2016

Romani e Longobardi inquilini in una villa rustica

Il Comune di Spilamberto, il Gruppo Naturalisti di Spilamberto e la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le provincie di Modena, Reggio Emilia e Ferrara promuovono all’interno del Museo Antiquarium di Spilamberto la mostra “Romani e Longobardi inquilini in una villa rustica”. La mostra sarà inaugurata sabato 1 ottobre 2016, alle ore 16,00 e resterà allestita fino al 6 gennaio 2017. Saranno esposti i corredi di quattro tombe e si potranno scoprire alcuni reperti mai visti, appena restaurati.
A SEGUIRE PRESSO CORTE D’ONORE ROCCA RANGONI
Conferenza sul tema dell’alimentazione con la dott.ssa Campanini “Culture alimentari del Medioevo: qualche assaggio”
Il progetto espositivo, curato da Paolo De Vingo dell’Università di Torino, presenta una selezione di materiali provenienti dalla cava di Ponte del Rio, nel territorio di Spilamberto, a seguito degli scavi archeologici preventivi effettuati dalla Soprintendenza che hanno riguardato, in particolare, le strutture di una villa rustica romana e un contesto cimiteriale longobardo, non molto distante.
I materiali dall’edificio rustico consistono in una selezione di oggetti in ferro e in bronzo di tradizione romana (congegno di serratura, chiave domestica, utensili agricoli e da cucina, una fibbia ed una armilla decorata) volta a ricostruire il quadro economico-sociale in cui si inseriva la vita di questa comunità, con particolare attenzione per gli attrezzi agricoli (una falce messoria, due tipi distinti di zappe per dissodare il terreno). Una serie di lame in ferro verranno poste in relazione sia con tutte le attività della cucina finalizzate alla preparazione del cibo, sia ad un loro impiego pratico nella vita quotidiana. Una semplice armilla in bronzo, a capi aperti e decorati alle due estremità, in associazione con una fibbia con ardiglione in ferro offrono un ulteriore scorcio della cultura materiale degli individui maschili e femminili della comunità. Una testa di ascia “barbuta” in ferro, di tradizione tardoantica-altomedievale, in ottime condizioni di conservazione, rappresenta un elemento-ponte che collega due culture: la componente agricola originaria e le consuetudini del nuovo gruppo demografico, facilmente distinguibile dal substrato autoctono, identificabile come ‘longobardo’ e cioè con i nuovi dominatori della parte centro-settentrionale della penisola italiana dopo la seconda metà del VI secolo. A questa nuova fase si ricollega una selezione dei materiali presenti in quattro tombe della necropoli longobarda Particolarmente significativi in riferimento al ruolo rivestito all’interno della comunità.
Antiquarium di Spilamberto
Sala "del pozzo", piano terra del Torrione Medievale
Corso Umberto I
Spilamberto (MO)
aperta dal 1 ottobre 2016 al 6 gennaio 2017
nei seguenti orari:
Sabato 15,30 - 18,30 / 20,30 - 22,30
Domenica 10,00 - 13,00 / 15,30 - 18,30 / 20,30 - 22,30
E tutti i giorni su prenotazione scrivendo a antiquarium.spilamberto@gmail.com.
Per informazioni:
Comune di Spilamberto
Struttura Cultura, Turismo, Sport e Biblioteca, tel. 059.789.965 oppure 059.789.969
info@comune.spilamberto.mo.it - www.comune.spilamberto.mo.it

venerdì 30 settembre 2016

“Tesori gotici dalla Slovacchia” al Quirinale

Compianto sul Cristo morto dall’altare dei Santi Giovanni Pavol di Levoča 1520
Da venerdì 30 settembre a domenica 13 novembre 2016 è aperta al pubblico al Quirinale, nella Palazzina Gregoriana, la mostra “Tesori gotici dalla Slovacchia”, realizzata in occasione della Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea affidata alla Slovacchia per il secondo semestre del 2016.
La mostra presenta 36 opere risalienti ai secoli XV e XVI, molte delle quali esposte per la prima volta.
I capolavori, provenienti dai più importanti musei e chiese della Slovacchia, riflettono le grandi correnti culturali e spirituali che attraversavano l’intera Europa alla vigilia dell’esplosione del Rinascimento.
Le opere esibite si possono suddividere in due gruppi. Il primo è costituito dai capolavori realizzati da Pavol di Levoča, un maestro fortemente inserito nel tessuto artistico e culturale europeo, e databili alla prima metà del Cinquecento. Si tratta di realizzazioni ispirate agli episodi della vita di Cristo. Il secondo gruppo è formato da oggetti essenzialmente liturgici, concepiti e realizzati nelle botteghe degli orafi slovacchi. La produzione di questi antichi maestri del Cinquecento e del Seicento era largamente sconosciuta.
La mostra è a cura di Louis Godart, Consulente del Presidente della Repubblica in materia di iniziative ed eventi culturali ed espositivi, Mária Novotná, Curatrice dell’Arte medievale del Museo Nazionale Slovacco, e Alena Piatrová, Curatrice dell’Artigianato del Museo Nazionale Slovacco.
Giorni di apertura: martedì – mercoledì – venerdì – sabato - domenica
Giorni di chiusura: lunedì – giovedì
Orario: dalle ore 10.00 alle 16.00 (ultimo ingresso ore 15.00)
Occorre prenotarsi.

martedì 27 settembre 2016

"Orlando furioso 500 anni" mostra a Ferrara

Dal 24 settembre 2016 all'8 gennaio 2017 a Palazzo Diamanti, Ferrara.
Cosa vedeva Ludovico Ariosto quando chiudeva gli occhi? Quali immagini affollavano la sua mente mentre componeva il poema che ha segnato il Rinascimento italiano? Quali opere d’arte furono le muse del suo immaginario? A queste domande vuole dare una risposta la mostra organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte per celebrare i cinquecento anni della prima edizione dell’Orlando furioso. Concepito nella Ferrara estense e stampato in città nel 1516, il poema è uno dei capolavori assoluti della letteratura occidentale che da subito parlò al cuore dei lettori italiani ed europei. Più che una ricostruzione documentaria, l’esposizione sarà una importante rassegna d’arte vera e propria: una straordinaria narrazione per immagini che condurrà il visitatore in un viaggio appassionante nell’universo ariostesco, tra battaglie e tornei, cavalieri e amori, desideri e incantesimi. I capolavori dei più grandi artisti del periodo – da Mantegna a Leonardo, da Raffaello a Michelangelo e Tiziano – oltre a sculture antiche e rinascimentali, incisioni, arazzi, armi, libri e manufatti di straordinaria bellezza e preziosità, faranno rivivere il fantastico mondo cavalleresco del Furioso e dei suoi paladini, offrendo al contempo un suggestivo spaccato della Ferrara in cui fu concepito il libro e raccontando sogni, desideri e fantasie di quella società delle corti italiane del Rinascimento di cui Ariosto fu cantore sensibilissimo.
Mostra a cura di Guido Beltramini e Adolfo Tura, organizzata da Fondazione Ferrara Arte e MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

lunedì 26 settembre 2016

Legni preziosi. Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento

Sarà Mario Botta a firmare l’allestimento della raffinatissima esposizione che la Pinacoteca Züst di Rancate, nel Cantone Ticino, dedicherà (dal 16 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017) alla scultura lignea.
In mostra una cinquantina di pezzi (alcuni dei quali inediti) di qualità altissima e di suggestione altrettanto notevole. Provenienti da musei, chiese, monasteri del territorio ticinese, con poche eccezioni, questi autentici capolavori sono stati concepiti e creati, oltre che venerati, in queste terre.
Le opere giungono in mostra dopo essere state oggetto di una revisione e talvolta di restauri eseguiti grazie all’importante collaborazione dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone Ticino. Sono Madonne, Cristi, Compianti, busti, polittici scolpiti e persino un Presepe, naturalmente ligneo, testimonianze assolute di una tradizione artistica che raggiunse spesso vertici europei.
Nelle sale della Pinacoteca Züst il pubblico potrà ammirare rari esempi di scultura lignea medievale, dal XII secolo al Tardogotico. La successiva sezione, riservata alle opere del Rinascimento, è di grande interesse non solo per la qualità estetica delle opere ma anche per le rilevanti novità critiche stimolate dagli studi condotti per questa esposizione. Molto interessante anche la presenza nel Ticino, e quindi in mostra, di opere di produzione tedesca, con spettacolari polittici scolpiti e dipinti. L’esposizione si completa nelle due ampie sezioni dedicate al Seicento e al Settecento. In esse, troveranno posto sculture a tutto tondo, statue vestite, busti, tabernacoli e il delizioso Presepio proveniente da Giornico.
La mostra è organizzata dalla Pinacoteca Züst e curata da Edoardo Villata, che è stato affiancato da un gruppo di lavoro formato da studiosi svizzeri e italiani i quali hanno anche steso i testi raccolti nel catalogo interamente illustrato: Lara Calderari, Laura Damiani Cabrini, Matteo Facchi, Claudia Gaggetta, Anastasia Gilardi, Claudio Premoli, Federica Siddi.
Per scaricare il pieghevole della mostra in formato PDF clicca qui !
Per seguire la pagina Facebook della Pinacoteca Züst di Rancate clicca qui !

sabato 24 settembre 2016

Via Francigena Entry Point a Lucca

Aperto venerdì 23 settembre 2016 e presentato a stampa locale ed istituzioni, lo stabile della Casa del Boia, interamente e definitivamente rinnovato, e che va quindi a chiudere il completamento del complesso denominato Via Francigena Entry Point, composto dal Museum, appunto presso la Casa del Boia (o qual si voglia dire, Casa del Maestro di Giustizia), e l' Hospitality, presso la casermetta del baluardo di San Salvatore, che dopo anni di degrado, e dopo mesi di restauri, l'opera risanata, può oggi definirsi finalmente pronta per essere aperta a tutti i visitatori, turisti e/o pellegrini della via Francigena.
Il piano terra dello stabile, con accesso da via dei Bacchettoni, presenta la magnificenza dei sotterranei con le sue bellissime volte in pietra a vista, dove, sulla verticalità delle pareti vengono proiettati spettacolari  video illustrativi in 3d, che raccontano la storia del percorso che i pellegrini, nel corso dei secoli, hanno intrapreso, passando da Lucca. Passando per la reception, salendo le scale o prendendo l'ascensore, al piano superiore, si entra dentro lo stanzone di un'altra aula didattica multimediale, dove sono presenti grandi schermi touch screen che consentono di ammirare filmati esplorativi dei percorsi che da Canterbury portano a Roma. I video illustrativi sono visibili in quattro lingue, e l'utente può scegliere se visitare il percorso medioevale o moderno, con addirittura filmati adatti ai più piccoli. Tra le funzionalità digitali del piano primo, è presente anche una simpatica osteria virtuale, animata da un altrettanto virtuale oste che elenca la scelta delle pietanze di cui all'epoca si cibavano i pellegrini, ed una colonnina elettronica con video, che facendo percorrere al visitatore alcuni metri del corridoio della stanza, calcola il tempo che questo può impiegare nel coprire tutti i km della via francigena, per finire poi con l'immancabile schermo che dipinge e racconta la storia di Lucca. Tutto questo impianto museale digitale, - sostiene uno dei realizzatori -  è in grado di trasferire buona parte delle vere emozioni, a chi non ha mai intrapreso il cammino francigeno. Al piano secondo invece, la sala conferenze, che ospiterà mostre e dibattiti inerenti il cammino del pellegrino.
Stamani viene esposto solo una piccola parte delle funzionalità – ha  spiegato Gabriele Tabarrini, uno degli appartenenti al team di imprese che ha preso parte ai lavori di realizzazione dell'impianto museale – il resto con l'apertura ufficiale del 22 ottobre prossimo. La Casa del Boia resterà aperta, infatti, fino al giorno 21 ottobre con ingresso libero aperto a tutti.
Nel mese di settembre, il museo sarà visitabile per l'ultimo weekend, il venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato dalle 10 alle 13 e la domenica dalle 15.30 alle 18.30. Nel mese di ottobre, invece, il sabato dalle ore 10 alle 13, e la domenica dalle ore 15.30 alle 18.30.
Dal giorno 22 ottobre 2016, la Casa del Boia, sarà accessibile previo pagamento del biglietto di ingresso. Nei giorni feriali, solo su appuntamento. Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 0583.496554 o visitare il sito www.viafrancigenaentrypoint.eu.

giovedì 22 settembre 2016

"Barbare Presenze" al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo

Il Museo dei Grandi Fiumi aspetta numerosi visitatori in occasione delle giornate del patrimonio. Sabato 24 e domenica 25 settembre 2016 alle 10.30 e alle 16.30, si terranno le consuete visite guidate alle 5 sezioni museali. Il costo per la visita guidata è di 3 euro a persona (oltre al biglietto d’ingresso).
Le attività proseguiranno anche per la Notte europea dei ricercatori. Il Comune di Rovigo-Museo Grandi Fiumi e Aqua organizzano per venerdì 30 settembre 2016 alle 21.30, “Barbare presenze”. Valeria Cobianchi condurrà i visitatori in un coinvolgente percorso all’interno della sezione medievale del Museo dei Grandi Fiumi, tra dati archeologici, living history e archeologia sperimentale, alla scoperta della cultura barbara nell’Altomedioevo.
La visita guidata propone ad un pubblico, massimo 25 partecipanti, un nuovo percorso che, partendo dai materiali presenti nelle teche, intreccia i dati archeologici e storici con quelli dell’archeologia sperimentale e della living history. Saranno allestiti all’interno della sezione Medioevo del Museo dei Grandi Fiumi quattro punti focali relativi a un preciso aspetto della vita e della cultura barbara nell’Altomedioevo. 
In particolare due manichini illustreranno l’abbigliamento maschile e femminile concentrandosi sulla foggia degli abiti, il tipo di tessitura e le fibre vegetali utilizzate; i colori, la tipologia dei tessuti e gli oggetti appartenenti al corredo completano la ricostruzione di un abito altomedievale, inteso anche come indicatore di status sociale e benessere economico.
Il terzo punto focalizzerà l’attenzione sull’alimentazione altomedievale: dalla lista della spesa alle diverse modalità di preparazione e cottura dei cibi, dalle stoviglie utilizzate al nuovo modo di stare a tavola.
Il quarto e ultimo punto riguarda l’artigianato nell’Altomedievo e mette in luce gli aspetti tecnici riguardanti la lavorazione della ceramica, il vetro e l’oreficeria.
Il biglietto d’ingresso è gratuito fino ai 6 anni, ridotto a 2 euro dai 6 ai 18 anni, over 65 e gruppi di almeno 20 persone, intero 4 euro dai 18 ai 65 anni. Per i gruppi familiari composti da uno o due genitori con figli fino a 18 anni l'ingresso per i figli è gratuito.

mercoledì 21 settembre 2016

"Mindful Hands. I capolavori miniati della Fondazione Giorgio Cini" mostra a Venezia

Si intitola Mindful Hands. I capolavori miniati della Fondazione Giorgio Cini la grande mostra in programma sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia dal 17 settembre 2016 all’8 gennaio 2017, prodotta da Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con Studio Michele De Lucchi e Factum Arte, realizzata grazie al supporto di Helen Hamlyn Trust e con il contributo di Pirelli. Verrà esposta per la prima volta dopo oltre 35 anni più della metà di una delle collezioni più importanti e preziose custodite dalla Fondazione Cini: la raccolta di 236 miniature acquisita dal conte Vittorio Cini tra il 1939 e il 1940 dalla Libreria Antiquaria Hoepli di Milano e donata alla Fondazione nel 1962. In mostra il pubblico potrà ammirare una selezione di oltre 120 delle miniature più significative e importanti della collezione, e un nucleo scelto di pregevoli codici miniati. Curatori scientifici del progetto sono Federica Toniolo, docente di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Padova, Massimo Medica, direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, e Alessandro Martoni, Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, che hanno curato anche la catalogazione scientifica dell’intera raccolta
La collezione di miniature di Vittorio Cini rappresenta una delle più importanti raccolte al mondo di questo genere, formata da pagine e iniziali miniate ritagliate, per lo più provenienti da libri liturgici (graduali e antifonari), paragonabile sia per tipologia che per qualità a collezioni come la Wildenstein custodita al Musée Marmottan di Parigi o quella di Robert Owen Lehman Senior, fino a pochi anni depositata al Metropolitan Museum di New York. La collezione Cini è rappresentativa delle principali scuole italiane di miniatura e raccoglie le creazioni di alcuni dei più importanti miniatori attivi tra XII e XVI secolo.